CHIARA ZOCCHI

Chiara Zocchi è nata a Varese il 25 marzo 1977. Scrittrice. A 19 anni, nel 1996, ebbe grande successo con il romanzo Olga (premio Fiuggi, premio Rapallo per l’opera prima, fu tradotto in nove lingue), cui nel 2005 ha fatto seguito Tre voli (entrambi Garzanti). Ha portato in scena il secondo libro in forma di spettacolo-concerto. «Da bambina sognavo di fare la cantante. Ho sempre cantato e suonato la chitarra, per quanto da autodidatta. Mentre lavoravo a Tre voli scrivevo anche delle canzoni. Quasi che le due cose si ispirassero reciprocamente» (a Sara Chiappori).
• Fu il suo supplente di Filosofia al liceo, dopo aver letto una sua cosa, a incoraggiarla a continuare e a far avere a Garzanti il manoscritto di Olga.

Ha collaborato con: Rolling StoneGQGrazia, ‘D di Repubblica, Avvenire, Corriere della Sera, Max, Satisfiction. Cura una rubrica d’arte su Grazia.

Ha partecipato a Markette e Chiambretti Night.

PREMI E RICONOSCIMENTI: Fiuggi, Rapallo-Carige e Costantino Pavan

Incontro con la scrittrice Chiara Zocchi: “Il mio sogno? Era un altro…”

31 ottobre 2013, da Sonia Lombardo

C’è chi ci prova una vita intera a scrivere e pubblicare un romanzo, ma riceve solo lettere di rifiuto e chi, invece, con tutta la leggerezza dettata dall’età dell’adolescenza si ritrova a firmare un contratto con una grande casa editrice.
Esattamente come è successo a Chiara Zocchi, che abbiamo incontrato per la serie di interviste ai migliori giovani scrittori italiani, Quando mi racconta i suoi esordi di scrittrice, capisco che l’unica spiegazione a questo strano meccanismo che è l’editoria sta racchiusa nella serendipità

… Ero in terza liceo scientifico, e per provare il computer comprato da mio padre, una sera ho scritto l’incipit di Olga, poi l’ho portato a scuola, dove un professore che “per caso” si trovava in classe mia a coprire un’ora buca (Franco Maccagnini), “per caso” lo ha letto e mi ha incoraggiata ad andare avanti.. Dopo qualche mese gli ho consegnato 14 pagine, che lui ha mandato (a mia insaputa) a Garzanti, il cui direttore (Gianandrea Piccioli) dopo poco mi ha chiamato per propormi un contratto. Tutto è avvenuto in modo assolutamente naturale e indipendente dalla mia “volontà”. Anzi, mi imbarazzava anche l’idea che qualcuno potesse intra-leggere qualcosa di vero nella storia e nei personaggi che avevo inventato. (Il mio sogno era un altro.)

Ha mai pensato di pubblicare online o comunque in versione digitale le sue storie?

Sarei molto contenta di pubblicare la versione digitale dei miei due romanzi, non ho nulla contro lo schermo luminoso, anche se non lo considero un sostituto della carta, ma come una seconda possibilità di vita per le parole.

Cosa ne pensa del self-publishing?

Non sono contraria al self-publishing, ma sarebbe bello che queste nuove forme di libertà di pubblicazione fossero affiancate anche da nuove figure professionali di “selezione”, altrimenti cominceranno a girarci le teste.

A cosa sta lavorando adesso?

Adesso sto lavorando a un disco di canzoni mie (questo era il mio sogno), in italiano e francese. E poi mi sto chiedendo cosa sia un romanzo oggi. Sto cioè esplorando le “nuove forme di scrittura”, che a Parigi (dove ho scelto di vivere) si manifestano ad esempio in spazi come La Maison de la Poésie e la La Gaîté Lyrique. Oltre che negli incontri casuali…

I ROMANZI

Olga è il nome della protagonista e della voce narrante di questa storia così tragicamente vera e consueta. Olga è una bambina che sta spalancando gli occhi sul mondo crudele degli adulti. Suo padre viene arrestato, il fratello è malato di AIDS, la mamma sta per cedere. Tutta questa sofferenza forgia lo sguardo di Olga: lo sguardo di chi è cresciuto troppo in fretta e cerca parole per raccontare e capire il mondo. Le parole per rompere il silenzio della propria solitudine.

Una giovane donna scopre la passione e il dolore della vita. La protagonista e narratrice sta per sposarsi con quello che definisce un “ragazzo-uomo”, molto intento a farefarefare, che non le parla quasi mai, costringendola ad “ascoltare” il muro del bagno, da cui arrivano le note di un giovane violoncellista. Finché nella sua vita non irrompe il “signore bianco” che la travolge con il suo carisma. Ma arrivare troppo vicino all’ideale può essere fatale.

Al romanzo viene affiancato alla fine di settembre 2005 uno spettacolo teatrale, il cui copione è composto da parti del romanzo e da canzoni scritte dall’autrice.