DINO AZZALIN

Biografia da VareseReport

Dino Azzalin nato a Pontelongo (PD) nel 1953.Vive a Varese. Poeta e scrittore, ed è uno dei protagonisti della vita culturale della città, organizzatore di eventi legati alla scrittura nella sua Cascina della Poesia al Faido di Varese. Ha pubblicato con l’editore Crocetti di Milano tre raccolte di poesia: I disordini del ritmo (1985), Deserti (1994) e Prove di memoria (2006) con prefazione di Andrea Zanzotto, con cui ha vinto i Premi: Giuseppe Dessì e Giustino de Jacobis 2007, e i libri di racconti Via dei consumati (1999) editore Ulivo (Svizzera) Diario d’Africa (2001) che alla 6.a edizione costituisce un piccolo “best seller” della Nuova Editrice Magenta (NEM) piccola casa editrice di cui è animatore e fondatore, e ivi Mani Padamadan -Viaggi di sola andata-2007, questi ultimi dedicati al suo lavoro di medico volontario, soprattutto l’Africa e oggetto di tre tesi (2013) dell’Università di Tor Vergata a Roma, corso di Laurea in Letteratura di Viaggi. Nel 2010 ha pubblicato con Edizioni del Laboratorio di Modena una plaquette di prose poetiche “Guardie ai fuochi”. E’ attivo promoter culturale e scientifico a Varese dove esercita la libera professione di medico-chirurgo-odontoiatra.

I ROMANZI

2018

IL PENSIERO DELLA SEMINA (CROCETTI EDITORE)

Il pensiero della semina” di Dino Azzalin. Recensione di Tiziana Viganò

Nel nostro mondo così prostrato a terra, aderente alla materia e poco incline a volare al di là di essa, la poesia nutre lo spirito di chi sa apprezzarne il valore. 

Dove nasce la poesia? Forse da una sorgente misteriosa da cui  fluisce un’acqua, un nutrimento che trasforma le cose, da un seme che diventa altro da sé, da un pensiero che si fa materia in divenire…


“Fan parte di elfi, labbra, ali, voli/ e prima di entrare nella ruga, i semi/ fanno lunghi viaggi e s’infilano tra le spighe./I semi sono maestri naturali della dispersione/ figli della terra e del suo ventre, fratelli del vento/ e dei colori. Loro padre è il polline, per madre/ hanno l’aria, come letto nuziale il fiore/ e per follia l’amore.”

Ma la poesia è anche traduzione in parole dell’esperienza di emozioni: i contenuti della psiche di un poeta si trasformano in immagini, metafore, suoni e poi in segni grafici che li rendono entità fruibili universalmente, e nutrono lo spirito di tutti quelli che sanno apprezzarne il valore.

Il pensiero della semina, la perfezione che sta nella speranza.

“Sarà ancora la parola/ a sbigottire chi non ama/ e non sa/ che la bellezza è la dischiusa glottide/  del silenzio”

Nel nostro mondo così prostrato, aderente alla materia e poco incline a volare al di là di essa, ciò che è immateriale e spirituale riesce a donare momenti vicini al sublime e alla bellezza pura.

È proprio cogliendo le emozioni che emergono in noi leggendo una poesia che potremo vedere il mondo con altri occhi e avere un rapporto diverso con la Natura e con le cose. Così è un piacere spirituale, intellettuale ed estetico leggere e assaporare poesie scritte con amore e con passione di vivere come quelle che Dino Azzalin ci ha regalato con le sue opere e con la sua ultima raccolta “Il pensiero della semina”.

Un regalo che ha fatto prima di tutto a se stesso in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno, lui che da sempre scrive versi alternando a racconti di viaggio e d’amore, dove la profondità del pensiero e dell’espressione corrono insieme con la perfezione della forma e della tecnica. Un uomo di multiforme ingegno Dino Azzalin che se di giorno veste i panni pratici e scientifici del medico e dell’editore, all’interno di sé non nasconde ma comunica agli altri mille altre facce e possibilità e contenuti di pensiero, ben diversi, spesso opposti, magnificamente espressi attraverso la poesia. Altro da sé? No, il Sé.

“…Scrivo versi come se l’ultimo respiro/ restasse per sempre dentro al cuore/ prima di vincere il corpo ancora furente/ di folgori, di urla e di sputi dagli spalti”

La Natura è presente ovunque in ogni immagine o metafora e dà veste terrestre e carnale a questa raccolta che, partendo dal pensiero, si svela attraverso il mistero e  l’ineffabile che diventa espressione e comunicazione di sentimenti, di emozioni, di eros e di vita, di ricerca della felicità: in un’alternanza disolarità e crepuscolarismo, di luci e di ombre.

 “E la morte, stanotte, sognerà la vita/ il silenzio di te, amore che non scompari/  che sei acqua non più viva di una scia celeste/caduta chissà dove, venuta da chissà dove…”

I DISORDINI DEL RITMO

Tre raccolte di poesie: lucciola come gradevole eternità di luce penso pelle di vetro adelfo cono di gola dentro calde mucose amate.

DESERTI

Io non sono morbida amante mia se quel che abbiamo è ciò che ci lega o sarà per contro ciò che ci perderà so solo che ha la consistenza di una piuma che ci carezza prima della morte

PROVE DI MEMORIA

1964
Qui il tempo chiaro non si ferma mai e ogni notte è giorno e ogni ombra fa paura agli iris appena interrati.
Allora ho sterminato i fiori viola e coi minuti buoni della mia infanzia mi sono prodigato perché non avessero più stagioni. Ma gli iris, sono fioriti lo stesso, come prova di memoria nel mio giardino. Midollo e maledizione, di un bulbo cocciuto, un segno splendido, folgorio nuovo, della primavera.

VIA DEI CONSUMATI

I racconti che Dino Azzalin ha qui raccolto nascono dal ricordo, ricco di suggestioni letterarie, dell’antica “Accademia dei Consumati” di Castiglion Fiorentino, in quel d’Arezzo, e aprono al lettore, con garbata ironia e notevole versatilità inventiva, un “percorso” allusivo, una “via” appunto da scoprire con sensibilità di cuore e leggerezza di mente. L’autore avrebbe voluto definirli “racconti di confine.” “Confine” tra la vita e la morte, la morte e l’amore, l’amore e la follia, la realtà e l’illusione. Perché egli sostiene il segreto nutrimento della “follia” quotidiana dei personaggi qui presentati “consumati” fin quasi alla loro dissoluzione sta nel dramma “fantastico” dell’esistenza.

DIARIO d’AFRICA

MANI PADADAMAN

… ma cosa accade quando si viaggia? Quanto sangue suggella il miracolo con cui abbiamo appuntamento? Quanto tempo erode la felicità del viaggio a quello della vita? Azzalin descrive nell’altrui cultura, la propria scoperta del mondo che coincide con la rivelazione del sé, attraverso riflessioni profonde, dei fondamenti della stanzialità e del nomadismo. Leggere questi racconti è una esaltante avventura, è come immergersi in galassie e incontri di varia umanità che, se ci fermiamo ad ascoltare, ci accorgiamo di quante stelle e quante scie luminose lasciano nella nostra vita…

GUARDIE AI FUOCHI

NEL SEGRETO DI LEI

“La scrittura di Dino Azzalin ha una forza sorprendente. La carne, la sensualità più sfrenata e inventiva unita al senso poetico del sublime e del transeunte, sia nello stile che nell’impianto “umanistico” esistenziale del libro, diventano la cifra stessa di questi racconti. Non trovo in Italia, se non in qualche periferico, magari sardo, una scrittura di questo tipo e devo risalire ai modelli sudamericani per trovare parentele. Del resto, sono racconti raccolti in giro per il mondo, a caccia di parole, ma anche di suoni, intrighi, modi di esprimersi con le labbra e con le labbra del corpo. Del grande viaggiatore e del poeta l’autore ha la capacità degli odori, del tatto, delle storie fulminanti di amori a spada sguainata, dove Eros deve distruggersi e ritrovarsi nell’Olimpo e nel Thanatos, come nel freddo ghiaccio dell’Averno.” (Fabio Pierangeli)