GIOVANNI TOIA

Da Fabigvb.it

Giovanni Toia nato a Busto Arsizio si dedica da sempre a un’attività che lo appassiona fin da quando era bambino: il giornalismo e in particolare quello che riguarda lo sport e il calcio.
Da semplice lettore Giovanni, che ha sempre amato raccontare storie e che
quando leggeva un giornale o guardava la TV sognava di avere un ruolo attivo nell’informazione, comincia presto a dedicarsi alla scrittura.
Una buona dose di curiosità e quel po’ di faccia di bronzo che non guasta mai lo portano a firmare numerosi articoli e, oggi, a scrivere regolarmente per “La Provincia di Varese” pezzi sulla Aurora Pro Patria 1919, meglio conosciuta come Pro Patria.

Giovanni ci spiega come la più rilevante difficoltà nel suo lavoro sta nello stabilire un rapporto di fiducia con il proprio interlocutore, nel creare un’empatia, una stima che diventano indispensabili per avere notizie e raccogliere confidenze. Con molta modestia Giovanni racconta che nello scrivere, in realtà, di segreti non ce ne sono; che si rifà semplicemente a scarne indicazioni del professore di italiano di quando frequentava il liceo, focalizzando la notizia da sviluppare nelle prime tre righe (incipit) e aggiungendo periodi brevi e pochi incisi. Ognuno di noi sa benissimo che nessuno impara a scrivere da un momento all’altro.
La scrittura è impegno, costanza, disciplina e il talento non si insegna, va esercitato e coltivato. Chi pensa che si diventi scrittori dal nulla pecca di presunzione.
Sicuramente la passione per lo scrivere ha condizionato positivamente la vita di Giovanni anche perché gli permette di provare la grande soddisfazione di dare sfogo a qualcosa che da sempre aveva dentro e che nel corso dell’età giovanile stava cercando di far venire fuori.
Giovanni ha vissuto moltissime esperienze giornalistiche e tra le tante quelle che ricorda con maggiore emozione sono due.
La prima riguarda l’intervista a Osvaldo Bagnoli, allenatore ed ex calciatore, centrocampista, che ha legato il suo nome all’Hellas Verona con cui ha conquistato lo storico scudetto dei gialloblù nella stagione 1984-1985, personaggio splendido.
La seconda è la radiocronaca della partita Genoa – Pro Patria del campionato 2005/2006, presso lo stadio comunale Luigi Ferraris, il campo da calcio di Genova situato nel quartiere di Marassi.
Da ragazzo aveva sognato spesso di diventare un radiocronista e non avrebbe mai pensato di poterlo fare in uno dei più famosi stadi italiani dove si giocano le partite della serie A, anche se in occasione di una partita del campionato di serie C: “…la notte precedente non avevo dormito molto…”
Accanto ai grandi momenti di felicità, però ce ne sono anche di meno belli.
Per Giovanni il non essere stato capace di carpire una notizia o non capirne l’importanza sono sempre una grande delusione.
Per Giovanni questa è una grande esperienza di vita che ti fa conoscere personaggi e che, soprattutto, gli permette di seguire la squadra della sua città in giro per l’Italia. “Penso che, una volta in pensione, scriverò un libro sperando di trovare qualche editore folle che decida di pubblicarlo, anche se sarò ben lieto anche di poterlo solo scrivere”: ti auguriamo di riuscirci presto.

Il sogno è diventato realtà con il libro” IL PALLONE CHE CAMMINA”.

I SUOI LIBRI:

IL PALLONE CHE CAMMINA

Il “pallone che cammina” richiama il compagno di una vita che, da oggetto del divertimento da bambino è diventato passione nell’età giovanile fino a trasformarsi in professione (quasi) nell’età matura. Ma anche le ispirazioni ed i ricordi che sono venuti a galla durante le lunghe camminate mattutine, momenti di silenzi e di incontri che hanno dato forma a questo libro.

Giovanni Toia in radiocronaca, imbattibile. Nessuno come lui, inutile abbozzare timide iniziative manuali. Per informazioni più dettagliate chiedere al Buddah di Piazza Cacciatori della Alpi a Varese. Chi non sa si informi, e nell’attesa, cortesemente, legga il libro del Giuan. L’amore per una squadra, di calcio nel nostro caso (la Pro Patria), è anche questo: saper raccontare con il giusto trasporto, saper tradurre su carta una passione.
(dalla prefazione di Roberto Pacchetti, direttore di Rai Tre Lombardia)